
L'immagine qui sopra rappresenta il braccio di un idiota che avrebbe voluto tatuarsi il proprio nome, Dennis, scritto in tengwar, ma che invece si trova marchiato a vita con la scritta chfwwsng.
Sembra che abbia un grande successo, soprattutto negli USA, un'applicazione per iPhone che permetterebbe di scrivere in tengwar (il metodo di scrittura inventato da J.R.R. Tolkien), consentendo poi di condividere i testi scritti su Facebook.
Come idea sembra carina: l'applicazione coniuga il fascino (a dire il vero piuttosto elitario, lo ammettiamo) della scrittura elfica a due fenomeni all'apice della loro parabola mediatica, come il melafonino e il social network del momento.
Ma è proprio tutt'oro quello che luccica? La descrizione sommaria dell'applicazione recita «usa la sintassi e la grammatica originale della scrittura Tengwar inventata da J.R.R. Tolkien». Non per fare i pignoli... Anzi, no: proprio per fare i pignoli, la grammatica e la sintassi possono appartenere a un linguaggio, non certamente a un sistema di scrittura.

Altre due immagini, quelle riportate qui sotto, sembrerebbero esempi di scrittura in corso; peccato che, anziché "Giuly" e "Giulia", come potrebbe sembrare, le due scritte in tengwar recitino rispettivamente "guzhe" e "guzhuo".
Gli sviluppatori, sul sito, suggeriscono addirittura di usare l'applicazione come ispirazione per farsi un tatuaggio, oppure per «scrivere in elfico nelle fedi nuziali»; noi suggeriamo invece di chiedere sempre a un esperto, possibilmente a uno che le tengwar le sappia usare veramente. Giusto per non fare lo stesso errore di Dennis.